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Seleziona la generazione della Renault Megane che ti interessa e scopri i principali difetti.
La Renault Megane IV Phase II (in produzione dal 2020) ha alcuni problemi ricorrenti che variano a seconda della motorizzazione. Sui benzina 1.3 TCe si segnalano perdite d’olio dal coperchio punterie, fragilità della pompa dell’acqua o della puleggia e un consumo d’olio maggiore del normale. La versione 1.6 E‑TECH plug‑in ha avuto problemi di tenuta della trasmissione (con richiamo ufficiale), oltre a qualche anomalia elettronica e a una gestione ibrida che in certi casi risulta poco reattiva. Sul diesel 1.5 Blue dCi ci sono invece segnalazioni di cristallizzazione dell’AdBlue/SCR e qualche guasto alla trasmissione. Questi problemi emergono con frequenze diverse su forum, segnalazioni degli utenti e bollettini tecnici, quindi è importante non confondere casi isolati con criticità davvero diffuse.
Se stai valutando una Renault Megane IV (prima fase, 2016–2020), è utile sapere che sono emersi alcuni difetti ricorrenti. In breve: - Nei motori turbo benzina piccoli, in particolare il 1.2 TCe, si segnalano spesso un consumo d’olio superiore alla norma e l’allungamento della catena di distribuzione, con relative spie al cruscotto o addirittura l’ingresso in limp mode. - Nei diesel della famiglia K9K/dCi sono frequenti problemi di intasamento del FAP/DPF, malfunzionamenti della valvola EGR, guasti agli iniettori e segnalazioni legate al circuito di sovralimentazione e a quello di raffreddamento. - A complicare il quadro, cambiamenti nel comportamento della vettura possono derivare anche da aggiornamenti software dell’ECU. Questi sono, in sintesi, i reclami più comuni per questa generazione di Megane.
La Renault Megane III (fase III, 2013–2016) ha alcuni difetti ricorrenti che è bene conoscere prima di comprarla o di metterti a fare la manutenzione. I guai segnalati spaziano da problemi al motore a inconvenienti elettrici e a intoppi legati al sistema di post-trattamento dei gas di scarico: pensaci se vedi consumi d’olio anomali o messaggi d’errore sul filtro antiparticolato, perché sono segnali tipici che possono anticipare spese inattese o chiarire la storia degli interventi già fatti sull’auto.
La Renault Megane III (fase II, 2012–2014) è una compatta valida, ma ha alcuni difetti ricorrenti segnalati da officine e proprietari. Soprattutto sui diesel (in particolare il 1.5 dCi e il 2.0 dCi) tornano spesso problemi legati alla valvola EGR, al FAP/DPF, agli iniettori e al turbocompressore. Sulle versioni benzina invece i guai più frequenti sono il consumo d’olio (soprattutto sui 1.2 TCe e 1.4 TCe), l’usura della catena di distribuzione e qualche problema elettrico o di accensione. Queste cose si notano più facilmente se l’uso è soprattutto urbano, la manutenzione è irregolare o si usano carburante/olio non conformi.
La Renault Mégane III (Tipo Z) Phase I, prodotta dal 2009 al 2013, è soggetta ad alcuni difetti ricorrenti sia sulle versioni benzina che su quelle diesel. I più segnalati sono: consumo anomalo d’olio, usura o allungamento della catena di distribuzione e dei variatori di fase, guasti al turbocompressore e alle tubazioni di sovralimentazione; sui diesel poi sono comuni intasamenti e malfunzionamenti di EGR e DPF/FAP. A questi si aggiungono problemi elettronici come bobine difettose e iniettori che fanno i capricci.
Se guardi i forum e le segnalazioni delle officine, la Renault Megane II Phase II (2006–2010) presenta con una certa regolarità problemi principalmente legati al gruppo motore e all’elettronica. Indipendentemente che sia benzina, GPL o diesel, i guasti più citati riguardano bobine e candele, parti della sovralimentazione (turbo, wastegate e valvole di controllo) e i sistemi di ricircolo/filtrazione dei gas (EGR e FAP/DPF). A questi si aggiungono malfunzionamenti di sensori come MAF/MAP, sensore di fase/posizione e sensore albero motore, oltre a problemi dovuti a connettori ossidati. Spesso i sintomi sono intermittenti e non immediatamente riconducibili a una singola causa, quindi quasi sempre serve una diagnosi strumentale per individuare il problema reale.
Se stai valutando una Renault Megane II Phase I (2003–2006), ecco cosa ti conviene sapere in modo chiaro e pratico: ci sono problemi ricorrenti che variano molto a seconda del motore. - Benzina 1.4/1.6: spesso danno noie alle bobine d'accensione e qualche difficoltà ad avviarsi a caldo. - Benzina 2.0 turbo: la turbina e la wastegate possono essere un po’ delicate, a volte si verificano problemi di sovrapressione o rumori anomali. - Diesel 1.5/1.9 dCi: frequente intasamento della valvola EGR, guasti agli iniettori e criticità legate alla sovralimentazione e al filtro antiparticolato (FAP/DPF). A livello trasversale, indipendentemente dal motore, è utile controllare anche: - usura del variatore di fase; - perdite d’olio da guarnizioni o regolatori; - rischio legato alla distribuzione se la manutenzione non è stata puntuale; - piccoli problemi elettrici e possibili infiltrazioni che peggiorano comfort e affidabilità nel tempo. Se prendi un usato o vuoi pianificare la manutenzione, conviene approfondire i singoli punti per il motore che ti interessa: la lista dettagliata che segue (in officine e forum se ne parla spesso) ti aiuterà a riconoscere durante la prova su strada i segnali tipici di questi difetti.
Se stai cercando info sui problemi più comuni della Renault Megane I Phase II (1999–2004), è utile sapere quali motorizzazioni tendono a dare più noie e come queste si manifestano nella guida di tutti i giorni. Tra i guasti più segnalati ci sono quelli legati alla gestione dei gas di scarico, ai sistemi di sovralimentazione e ai sensori di alimentazione: il risultato può essere perdita di potenza, avviamenti difficili e la classica spia motore sempre accesa.
Sulla Renault Mégane I Phase I (1996–2000) ci sono alcuni problemi che tornano con una certa frequenza, indipendentemente dalla motorizzazione. Sui benzina capita spesso che bobine e candele provochino "colpi" o mancati funzionamenti dei cilindri; non è raro neanche avere arresti improvvisi o difficoltà di avviamento dovuti a pompa carburante difettosa, relè o connettori ossidati. Più grave è invece il rischio legato alla cinghia di distribuzione su alcuni motori, che va tenuto d’occhio. I diesel mostrano per lo più cali di potenza legati alla sovralimentazione: durite o intercooler danneggiati, problemi alla wastegate, o linee olio/turbo che non funzionano bene. Anche la valvola EGR si intasa spesso, mentre i propulsori più vecchi possono consumare olio, perdere lubrificante o necessitare della regolazione del gioco valvole. In pratica si tratta di difetti che mescolano guasti elettrici intermittenti e componenti meccanici sensibili alla manutenzione, quindi la diagnosi non è sempre immediata.
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