Prima di decidere, verifica vincoli amministrativi, chilometri dalle revisioni e caratteristiche reali della tua prossima auto.
La prima serie della BYD E6 (2010–2012) è stata abbastanza discussa per alcuni problemi ricorrenti, soprattutto su autonomia, ricarica e assistenza. In pratica, chi l’ha guidata ha segnalato cose come:
C’è poi un aspetto legato alla sicurezza: l’incidente mediatico del 2012 ha acceso i riflettori sulla gestione degli accumulatori in caso di impatto, sollevando dubbi sui protocolli di isolamento e sulle procedure di intervento d’emergenza.
Diversi documenti tecnici e fonti informative segnalano che l'autonomia dichiarata per la prima generazione dell'e6 e spesso piu ottimistica rispetto all'uso reale. BYD stessa ha precisato che la percorrenza cala in condizioni gravose (aria condizionata, salite, uso autostradale), e rapporti indipendenti evidenziano variazioni significative tra dati di laboratorio e condizioni d'uso quotidiano. Questo si traduce in aspettative frustrate per chi si basa sui valori di targa per pianificare viaggi e utilizzi intensivi (flotte, taxi, tragitti autostradali).
La prima generazione dell'e6 e un veicolo pesante rispetto alla media delle berline elettriche dell'epoca (il dato di massa dichiarato e nell'ordine dei ~2.300-2.400 kg). Da questo valore (dichiarato nelle schede tecniche) si puo ragionevolmente inferire un maggiore consumo energetico in condizioni dinamiche, oltre a maggiori sollecitazioni su pneumatici, impianto frenante e sospensioni rispetto a veicoli piu leggeri. Si tratta di un'osservazione inferenziale basata sulle caratteristiche di massa riportate nelle fonti tecniche: il peso elevato non e di per se un guasto, ma comporta conseguenze operative e di usura da considerare nella valutazione di un esemplare usato.
Nei forum italiani specializzati e nelle discussioni dei possessori emergono preoccupazioni sulla diffusione del marchio BYD in Italia (soprattutto per i modelli meno recenti), con osservazioni su possibile difficolta nel reperire officine autorizzate, ricambi originali e knowhow specifico per interventi sulle prime generazioni. Questo puo tradursi in maggiori tempi di fermo e incertezza sui costi di manutenzione per chi acquista un esemplare usato importato o non assistito ufficialmente. Le discussioni tra utenti italiani evidenziano in particolare diffidenza verso il marchio e richieste di chiarimenti sull'assistenza.
Le specifiche e le esperienze d'uso riportano che le soluzioni di ricarica della prima generazione non raggiungono gli standard di ricarica rapida moderni: la vettura e progettata per ricariche lente/mediate e i tempi di ricarica completi nelle condizioni e con le infrastrutture dell'epoca risultano relativamente lunghi rispetto ai veicoli piu recenti. Questa limitazione riduce la flessibilita d'impiego per chi necessita di ricariche frequenti e veloci (ad es. uso commerciale o viaggi lunghi). La documentazione tecnica storica del modello riporta i valori di ricarica e i riferimenti di BYD sui tempi di ricarica.
Piu segnalazioni da proprietari lamentano difficolta con l'assistenza post-vendita, tempi lunghi per ricambi importanti (es. sostituzione del pacco batteria) e problemi logistici (spedizioni errate/delays). In alcuni casi la procedura di reclamo e la comunicazione commerciale risultano poco chiare, con conseguente frustrazione degli utenti che si trovano a dover attendere a lungo per interventi coperti da garanzia. Questo impatto e particolarmente significativo dove la rete assistenza BYD e meno capillare.
Sono emerse segnalazioni di casi in cui il connettore di ricarica rimaneva bloccato e non veniva rilasciato automaticamente dall'auto, costringendo i proprietari a cercare un rilascio manuale o a smontare parti del vano di carico per raggiungere il meccanismo. Si tratta soprattutto di vetture piu vecchie/prime serie: il problema crea disagi significativi (veicolo non ripristinabile rapidamente) e puo richiedere interventi d'officina per trovare l'eventuale comando di emergenza o riparare il meccanismo.
Sono documentati casi di perdita significativa dello stato di salute (SOH) della batteria in alcuni esemplari: report di proprietari indicano cali di SOH (es. da ~81% a ~73% in alcuni mesi) e conseguente riduzione dell'autonomia reale molto al di sotto delle attese. Queste segnalazioni sono riportate da utenti in forum/social e, pur non essendo ancora una evidenza statistica ampia per tutta la serie, sono abbastanza rilevanti da richiedere attenzione (verifica garanzia, controlli da centro assistenza e monitoraggio SOH prima di acquisti usati).
I primi esemplari della E6 mostrano una gestione della ricarica non uniforme tra mercati: diversi proprietari e forum riportano che la vettura puo essere limitata alla ricarica AC (con picchi reali attorno a 40-42 kW) oppure, in alcuni esemplari/mercati, accetta DC fino a circa 60 kW. Questa variabilita e la mancanza, per alcuni modelli, di un'effettiva porta DC fast causa limitata compatibilita sulle infrastrutture di ricarica veloci europee e richiede pianificazione per i viaggi lunghi. Verificare esattamente la versione dell'impianto di ricarica del veicolo e quindi fondamentale prima dell'acquisto o dell'uso come veicolo commerciale/taxi.
Fin dai primi anni di commercializzazione sono state segnalate differenze notevoli fra l'autonomia dichiarata e quella ottenibile in condizioni reali: l'e6 mostrava valori molto variabili a seconda di condizioni d'uso (clima, percorsi extraurbani vs urbani, uso climatizzazione) e il produttore stesso ha successivamente riconosciuto riduzioni di autonomia in condizioni gravose. Questo ha generato lamentele soprattutto fra operatori taxi e utenti con percorrenze giornaliere elevate, che hanno riscontrato autonomie sensibilmente piu basse rispetto alle prime stime promozionali.
Un incidente molto pubblicizzato avvenuto nel 2012 (Shenzhen) ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle batterie negli incidenti. L'evento e stato ampiamente commentato dalla stampa e analizzato dalle autorita: le indagini ufficiali hanno indicato che il rogo non fu causato da un'esplosione spontanea della batteria ma da un cortocircuito/accensione di materiali combustibili nell'abitacolo a seguito dell'impatto. La vicenda ha comunque generato dibattito pubblico e attenzione dei media e delle associazioni (es. ADAC) sulla gestione della sicurezza degli accumulatori e sui protocolli di isolamento in caso di incidente.
Sono state riportate numerose segnalazioni di difficolta nella ricarica: messaggi di errore relativi all'OBC (on-board charger), interruzioni della sessione di ricarica o ricariche molto lente su colonnine pubbliche AC. Diversi proprietari hanno descritto comportamenti in cui l'auto 'diceva' carica completata pur con batteria a basso livello, o rifiutava la connessione con alcuni punti di ricarica pubblici a causa di problemi di handshake/compatibilita fra BMS/OBC e infrastrutture. Nei resoconti tecnici si citano sia difetti hardware dell'elettronica di bordo sia aggiornamenti software necessari per migliorare l'interoperabilita con alcuni caricatori.
Se stai pensando di prendere un BYD E6 di prima generazione, fai prima qualche controllo mirato e valuta l'uso che ne vuoi fare alla luce dei limiti noti. Controlla il SOH (lo stato di salute della batteria), chiedi la storia degli aggiornamenti dell'OBC/BMS, prova a ricaricare sia in AC che in DC su colonnine diverse e verifica che il connettore si sganci correttamente. Informati anche sulla disponibilità di assistenza e ricambi nel tuo territorio — rete officine e logistica possono pesare molto su tempi e costi — e chiediti se l'uso previsto (guida in città, flotte/taxi o viaggi lunghi) è davvero compatibile con le prestazioni e le esigenze di ricarica del veicolo.
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